martedì 14 maggio 2013

I media

“SE NON STATE ATTENTI, I MEDIA VI FARANNO ODIARE LE PERSONE OPPRESSE E AMARE QUELLE CHE OPPRIMONO“ Malcom X

di Gianni Tirelli

Era il 21 febbraio del 1965 quando, Malcom X, pronunciava con una naturalezza disarmante e un tono lapidario quell’avvertimento dai risvolti profetici. Oggi, a distanza di 46 anni, quell’intuizione si è rivelata realtà.
E come potevamo “stare attenti”, impegnati come eravamo, a mercificare la nostra dignità con il Sistema; principi e valori, barattati in cambio di un consumismo becero e forviante, di luride promesse di libertà, di benessere e occupazione – il sogno di un tempo libero mai liberato e per sempre tradito.
“E poi si sono presi i nostri campi e i prati erbosi, le messi e la collina, e gli orti, la mandria, il bosco e in fine la cascina! Così fuggimmo alla città vicina, e poi assoldati a schiavi all’ignoranza, moderna disciplina, che ci ha negato dignità e ogni speranza” J.T.
Oggi il lavoro non paga e, quel che è peggio, ci abbruttisce e ci incattivisce, rendendoci refrattari ai bisogni degli altri e, sempre più vulnerabili, al dolore e alla malattia.
Meglio restare chiusi in casa, fermi, immobili, nella trepidante attesa della grande implosione del Sistema. Così, non c’è più niente da comprare, da consumare, niente su cui investire, niente da dire, a cui credere e in cui sperare. Quale politica, quali manovre, quali beni di rifugio!! Sviluppo, crescita, ricerca, sono le parole vuote di un ritornello dissonante e fastidioso che, gli stessi autori non hanno più il coraggio di intonare.

Perché le cose cambino per il meglio, l’umanità deve risalire velocemente la china di questo baratro e, finalmente “con i piedi per terra”, recuperare i valori etici, i principi e i parametri imperituri che, da sempre, hanno contraddistinto l’essere umano. Questo, oggi, è il vero significato etimologico del concetto di crescita.
“Lo squilibrio di vivere è il prezzo di chi ha perso la consapevolezza di se e del mondo”.
A parte quella che, impropriamente, persistono nel definire, una “Crisi” (in verità è la fine di un’epoca – di un processo necrofilo al termine della sua degenerazione), un ulteriore, impoverimento delle famiglie è dovuto al consumo sistematico e quotidiano di beni effimeri e voluttuari, inutili e dannosi, da parte di ogni singolo soggetto appartenente al nucleo famigliare, in ragione di un numero infinito di dipendenze psicologiche e debolezze che, sommato al resto delle spese (uscite), intervengono per un buon 50%. Sia che si tratti di sigarette, ricariche telefoniche, creme rassodanti, rigeneranti, ristrutturanti, diete, beveroni miracolosi (Actimel, Danacol, Somatoline Cosmetic…), detergenti, abbronzanti, dolcini, dolcetti, cappuccini e cornetti, gratta e perdi e slot machine, o di sanzioni amministrative, eco pass, gratta sosta e tutto quel baraccone giochini cretini per bambini deficienti, che madri e padri acquistano ad ogni capriccio del piccolo figlio cazzone. Una montagna di futuri rifiuti da discarica che vanno ad ingrassare gli stomaci senza fondo di questa oscura borghesia industriale, ignorante, gretta e cialtrona.
Il Sistema, del resto, campa proprio in virtù di tali aberranti comportamenti, e su una conclamata stupidità della gente che, nel tempo, è trasfigurata in una particolare forma di schiavitù dai bisogni virtuali, del tutto inefficaci e sicuramente devastanti per la salute.
Una terza causa dell’impoverimento della società, è dovuto alla perdita di quella conoscenza di base che, un tempo, era sinonimo di autonomia e di autosufficienza dove, l’individuo, era unico e solo artefice e responsabile della propria condizione. Nella moderna società delle illusioni, diversamente, l’uomo si è ridotto ad una specie di larva molle e viscida che, per ogni incombenza (anche la più stupida), deve ricorrere a terzi (gli specializzati), che lo spenneranno per dovere!
Lo scollamento radicale dell’uomo dalla terra, è la sola e vera causa della tragedia umana, morale e di civiltà che, presto, esploderà in tutta la sua potenza con tutte le conseguenze del caso.

OltreLaCorte

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